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Cos'è

La malattia di Alzheimer compie quest'anno 103 anni.

Il primo caso di questa grave forma di demenza progressiva fu descritto dal neurologo tedesco Alois Alzheimer nel novembre 1906 nel corso della 37° assemblea degli psichiatri tedeschi del Sud, a Tubinga.

Nel 1901 il Dott. Alzheimer, mentre era primario nella Clinica per dementi ed epilettici di Francoforte sul Meno, ricoverò una giovane donna di 51 anni, Auguste D., che presentava dei disturbi non riferibili a nessuna delle malattie conosciute:
"La prima evidente manifestazione di malattia di questa donna era un sentimento di forte gelosia verso suo marito. Molto presto manifestò un rapido peggioramento della memoria; non riusciva a trovare la strada di casa, trascinava gli oggetti avanti ed indietro, si nascondeva, o qualche volta pensava che persone erano fuori per ucciderla, e quindi incominciava a gridare. A volte era completamente delirante, trascinava avanti ed indietro le sue coperte ed i suoi fogli, mandava a chiamare suo marito e sua figlia, e sembrava avere allucinazioni uditive. Spesso gridava per ore ed ore ... "
La signora Auguste D. morì nel maggio del 1906.

Insieme a due medici italiani (Gaetano Perugini e Francesco Bonfiglio) il Dott. Alzheimer esamina il tessuto cerebrale di Auguste D. e rileva una riduzione delle cellule nervose e "placche senili". All'analisi microscopica evidenziò poi la presenza di altre alterazioni: i "grovigli neurofibrillari" . Presentò poi i dati alla Conferenza di Tubinga nel novembre dello stesso anno; è però nel 1910 che lo psichiatra tedesco Emil Kraepelin identifica questa patologia nel suo Trattato di psichiatria, attribuendole il nome di "Morbo di Alzheimer".

L'Alzheimer è la forma più frequente di demenza. Vengono colpite le aree del cervello che controllano l'ideazione e la memoria nella loro capacita di mettersi in comunicazione tra loro per elaborare le diverse informazioni. La persona, così, non riesce più ad agire normalmente. è una malattia che inizia in modo subdolo con piccoli disturbi di memoria che, nel corso degli anni, lentamente ma costantemente peggiorano, fino a rendere la persona completamente dipendente dagli altri per lo svolgimento degli atti quotidiani della vita (mangiare, vestirsi, lavarsi, camminare).

Oggi, nel mondo, si stimano 25 milioni di malati di Alzheimer, con 4,6 milioni di nuovi casi l'anno e una nuova diagnosi ogni 7 secondi; in tutta Europa sarebbero circa 7,3 milioni.
In Italia i pazienti affetti da demenza sono oltre 1.000.000 e di questi circa 600 mila pazienti con demenza di Alzheimer, probabilmente sottostimati e destinati a raddoppiare nei prossimi 5 anni (sono stimati infatti in circa 80.000 all'anno solo i nuovi casi di malattia di Alzheimer).
Tra poco più di 20 anni saranno 35 milioni le persone affette da Alzheimer o da altre forme di demenza, nel 2050 oltre 115 milioni.

Questi numeri hanno fatto definire questa forma di demenza come "l'epidemia silente del terzo millennio".

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